31 luglio 2017

Stoner (4.0 carver)


Ovvero, il tutto con niente.
Segue spoiler, ma nemmeno troppo.
William Stoner nasce povero e contadino, poi studia e diventa professore universitario di lettere. Si sposa. Si raccontano i suoi problemi a lavoro e la sua infelicità familiare. Poi una parentesi d'amore e infine la morte.
Tutto questo è esposto bello chiaro nelle prime due pagine del romanzo. Niente di più semplice come canovaccio. Niente alieni, niente morti ammazzati, niente trucchetti da quattro soldi, niente inestricabili misteri.
La storia pare già finita, eppure John E. Williams (trad. Stefano Tummolini) la sviluppa ugualmente e, con una maestria mai ostentata, raggiunge la purezza dell'essenzialità.
Tra le vette narrative del libro segnalo una descrizione della (propria) morte fuori dall'ordinario.
Ed ecco un consiglio per tutti gli imbrattacarte del pianeta, aggettivatori incalliti e prosaici prosatori:
Mentre il mondo cade a pezzi
Mi allontano dagli eccessi e dalle cattive abitudini
Tornerò all'origine
Torno a te, che sei per me l’essenziale.
Marco Mengoni dixit, e si riferiva alla scrittura, secondo me.

p.s. Citare Mengoni, l'avresti mai detto?

3 commenti:

  1. Non a caso 4 Carver! Un romanzo molto più moderno dei suoi contemporanei, e infatti ha goduto un successo tardivo. A me era piaciuto molto.

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Ma dici a me? Ma dici a me? Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui...

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