18 gennaio 2017

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma


Temo che l'umanità abbia preso un po' troppo alla lettera l'illuminato postulato del chimico francese Antoine-Laurent de Lavoisier.

Perchè se, com'è vero iddio, o chi per lui, le schuko non si sa mai dove stanno, le patatine mancano sempre, e i calzini si spaiano irrimediabilmente, è altrettanto vero che stiamo assistendo a una pericolosa invasione di trasformatori (chiamateli alimentatori, chiamateli Ismaele o chiamateli come volete...).
Gran parte dei ritrovati tecnologici che agevolano le nostre vite ci sono venduti accessoriati di un rassicurante trasformatore.
Cellulari, harddisk esterni, laptop, cordless, consolle, tablet, fotocamere, giocattoli e tutta una serie di apparecchi dall'aspettativa di vita tendenzialmente molto breve.
Va così che passano gli anni, la tecnologia progredisce, i meccanismi si rompono e giocoforza vanno rimpiazzati con nuovi modelli.
I vecchi si buttano. Ma non il trasformatore, che può sempre tornare utile! (mi par di sentirvi).
C'è comunque una piccola fetta dell'umanità, studiata dalla Nasa, che riesce a gettare via il trasformatore - funzionante - assieme all'apparecchio di riferimento non più funzionante o fatalmente obsoleto. Beh, non sto dicendo a voi, iatevenne!

Noi gente normale raccogliamo i trasformatori in contenitori generalmente plastici di provenienza vagamente svedese etichettati alla meglio come "materiale elettrico", seppure negli anni si genererà l'esigenza di un'archiviazione più esclusiva e dignitosa in uno scatolone riservato marchiato "trasformatori".

Poi capita che devi comprare una tastiera elettrica per il figlio e la sua buona scuola - non sai mai ti diventi un Roby Facchinetti o un dio delle città - e che il prodotto in questione sia venduto con il trasformatore A PARTE.
Boni! Fermi tutti! Ce l'ho io il trasformatore!
Finalmente hai l'occasione per tirar giù il cavolo di contenitore zeppato negli anni di fior di trasformatori che potevano tornare utili.
E cominci a vagliare i volt e gli ampere, che non ci capisci una cippa, ma non vogliamo certo fulminare la tastierina nuova con una scarica inadeguata.
E niente, pare che il cartello mondiale dei trasformatori sia riuscito a destinare alla tastiera dei tuoi desideri un trasformatore dalle caratteristiche tecniche diverse, anche mezzo volt non di più, da tutti quelli che hai zelantemente messo via negli anni.
In ogni caso prendo quello dalle specifiche più simili all'originale e mi faccio consigliare dagli espertoni della materia che qui da me abbondano. Mi fanno: va bene lo stesso, e compro la tastiera senza alimentatore.
Va così che il cartello degli spinotti ha dotato la femmina di quel cazzo di sintetizzatorino di un buco di diametro avverso e il mio trasformatore, vanamente auspicato di riutilizzo, torna di filato nel cestone dei dimenticati.

A casa mia ce n'ho almeno venti di questi cosi. Ora... ipotizzando che il 30% delle famiglie mondiali sia messo come me, nei garage/cantine del pianeta dormono 6 miliardi sei di cazzosi trasformatori funzionanti.
Negli anni '70, ve lo dico, eravamo avanti: noi avevamo un coso rosso a cui bastava spostare un'interruttore per infondere alla pista polistil il voltaggio che volevamo. Un vero spasso.

E per la serie invenzioni da realizzare non ditemi che non sia possibile varare il trasformatore universale, ché non vi credo.

Poi, se il potere verrà preso dai trasformatori, che una notte senza luna decideranno di uscire dalle nostre scatole e pigliarsi il mondo, non lamentatevi se per salvarvi dovrà scapicollarsi qui Schwarzenegger direttamente dall'anno tremila.

11 gennaio 2017

Istruzioni per mangiare 2 (due) mandarini


Assodato che, come recita il secondo paradigma di Zeng Guofan - se mangi due mandarini il secondo sarà comunque peggiore del primo; queste le istruzioni da seguire:
  • sbucciare mandarino Uno
  • mangiare metà mandarino Uno
  • sbucciare mandarino Due
  • mangiare metà mandarino Due
  • attenzione a non confondere le due metà rimanenti
  • valutare succosità e dolcitudine delle due parti appena mangiate
  • mangiare la seconda metà del mandarino identificato come peggiore
  • mangiare la seconda metà del mandarino identificato come migliore
  • fare "Ah"

4 gennaio 2017

Obiettivi 2017 in cifre


Ed eccolo il crescendo rossiniano da perseguire nell'anno.
(I numeri obiettivo, escluso il primo, vanno intesi come almeno)


  1. Beccare 0 (zero) multe
  2. Dimagrire 3 (tre) chili
  3. Vedere 5 (cinque) serie TV
  4. Uscire 12 (dodici) volte con gli amici
  5. Pubblicare 15 (quindici) rebus
  6. Leggere 20 (venti) libri
  7. Cucinare 30 (trenta) nuovi piatti
  8. Accarezzare 44 (quarantaquattro) gatti o cani
  9. Vedere 50 (cinquanta) film
  10. Scrivere 55 (cinquantacinque) post sulla Linea
  11. Fare 69 (sessantanove) volte l'amore
  12. Correre/camminare per 2000 (duemila) chilometri
  13. Arrivare al 2018 (duemiladiciotto) da vivo


2 gennaio 2017

Lui è tornato, e anch'io!

Eccomi qua, reduce da un'appassionante lettura: Lui è tornato (*) di Timur Vermes (trad. Francesca Gabelli).
Purtroppo non l'avevo sul kindle, quindi ho pochi ritagli facilmente riportabili.
L'ho preso in biblioteca e l'ho diligentemente orecchiato dal basso nelle pagine contenenti i brani più pregevoli, ma niente, l'ho restituito senza trascrivere gli stralci.
E allora, direte, cos'è 'sto post inutile?
Gnente, è solo uno spottone per il romanzo che, se siete appassionati di storia - ma non solo -, non potete perdervi.
E stasera mi guardo magari il film.

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Mi guardai intorno. Sotto la panchina scorsi qualcosa che assomigliava a un giornale, anche se la stampa mi parve subito un po' troppo vistosa. Il foglio era a colori e non l'avevo mai visto: si chiamava "Media World".
Nonostante i miei sforzi, non riuscii a ricordare di aver autorizzato una simile pubblicazione. Conteneva informazioni incomprensibili.

E dopo poco tempo constatai che qualsiasi cosa scrivessi, finivo sempre allo stesso indirizzo protogermanico, chiamato Wikipedia; era chiaro che quel nome derivava dalla combinazione di "enciclopedia" e di "vichinghi", una stirpe germanica ben nota per il suo spirito esploratore.

Quante bombe avremmo dovuto gettare sulle loro città per fargli capire che eravamo amici?
(riferita agli Inglesi)


(*) 3,4 carver

22 dicembre 2016

Per fare un albero

Ormai il cimitero è un luogo desueto e frequentato per lo più da anziani che vanno a vedere che aria tira.
No, occorre cominciare a pensare alla morte in termini più vivi, senza farsi intimorire dalla contraddizione in termini.
Nessuno dei nostri figli verrà a trovarci al cimitero, diciamolo, e non siamo manco quelle rockstar suicide che attirano visitatori da tutto il mondo, ergo meglio cambiare strategia.
Ogni idea è buona se ci distoglie dal nulla eterno e ci infonde nuova speranza.
In questo senso va bene Gesù, o il lampionismo, ma - perché no? - va benissimo anche reinvegetarsi in un albero.
E non è nemmeno caro, 145$.
Ecco qua, accattatevi un'urna bio per le vostre ceneri, ça va sans dire fatevi cremare e scegliete un beneamato albero in cui volete tornare a vivere, per quanto dovrete cambiare un po' le vostre abitudini, basta cinema, basta il calcetto del giovedì e basta pure le domeniche pomeriggio all'Ikea (comunque morire ha i suoi pannelli lati positivi).
Buttate le fronde al cielo, vantatevi degli anelli che vanno a incrementare il vostro girovita e magari fatevi pisciare dai cani. Vedrete, vi piacerà.

Il problema è quale albero. Quale albero vorreste diventare?
Tante volte nella vita ci chiedono gli animali preferiti (cavallo e rondine), quelli in cui vorremmo incarnarci, ma mai ci prospettano una vista vegetale della tematica.

Un leccio secolare? Un ulivo? O un ginkgo biloba?
Magari ci penso un attimo.

21 dicembre 2016

Se dici sedici


Fra dentisti, muri che crollano, gatti investiti, cani in arrivo, giardini da rifare e incidentini d'auto posso tranquillamente archiviare l'anno come il peggiore da un punto di vista economico della mia vita, se si escludono gli anni in cui ho contratto mutui.
Non ho messo da parte nemmeno un balduino.
Pare un po' un controsenso sperare nel diciassette, ma questo è.

Ma voglio ricordarmi delle cose buone di quest'anno, di alcune almeno:


  • Francesco e il calcio
  • Mad Men
  • Metti un giorno a Roma
  • L'agenda di Comix
  • Torino e il Lingotto
  • I foulard per le maestre
  • Il ritorno al rebus
  • Narcos
  • Il Salento e le pittule di Damiano
  • L'arrivo di Juno
  • Le ore in cucina
  • L'opera del Duomo
  • Metti un giorno a Bologna

16 dicembre 2016

Mannequin challenge a Marassi

(Milic -in bianco- in una perfetta mannequin marcatura)

Cos'altro deve fare un cristiano?
Cose d'ieri:
  • Mi hanno fregato il casco, questo casco;
  • E le moffole che stavano dentro;
  • Ho trascorso ore dalla mamma in sostituzione badante, e non è tutta quella passeggiata;
  • Sono stato pure dal dentista a farmi trapanare!!!
  • E ho ripulito i pozzetti delle acque chiare (si fa per dire) con una pompa e una bacinella, una roba che chi non l'ha fatta non la può manco immaginare;
  • Non ho toccato una donna che fosse una;
  • Niente fumo, niente alcol e niente rock&roll.

E tutto questo per cosa?
Quali altri sacrifici avrei dovuto fare per garantire una vittoria, o un pareggino, alla mia squadra del cuore?
Il dio del calcio non c'è dai, anche se si sapeva.


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